Cinquantamila lire di Adolfo Albertazzi (1918): .... Vigliacco! Scampare, cercava scampare alla certezza? E risolutamente levò il foglietto dalla busta, e vide che non c'era la firma, e lesse, e vide che era di Rina. Fu certo. Ma ecco: sentì che possedeva una forza meravigliosa. Non si muore d'una ferita, ricevuta a tradimento, nel cuore? di dolore, di spavento? Non si muore! Egli richiuse. Credé d'aver voce bastevole a chiamar Giovanni appena fosse tornato. — Via Goito era a due passi — e dirgli: — Vado a casa, per un momento — .
I promessi sposi di Alessandro Manzoni (1840): Ma quando la domanda gli venne fatta per commission del cardinale, senza nominarlo, e con un certo apparato d'importanza e di mistero, lasciando capire ch'era in nome d'un gran personaggio, tanto più Bortolo s'insospettì, e credé necessario di risponder secondo il solito; anzi, trattandosi d'un gran personaggio, diede in una volta tutte le notizie che aveva stampate a una a una, in quelle diverse occorrenze.
Il tesoro di Grazia Deledda (1928): Ei si svegliò rabbrividendo, e sulle prime credé che il sogno continuasse: in un filo di luce, che penetrava per la porta semiaperta, vide la fanciulla sognata china su lui, e sentì che gli tagliava i capelli. Provò una strana sensazione di spavento, di stupore e piacere; i polsi gli tremarono, ma rapidamente percepì la realtà e pensò che Cicchedda gli rapisse i capelli per comporne qualche filtro amoroso, e sentì svanire il suo spavento più fisico che morale. |